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Il mercato del lavoro corre veloce, travolto dall’onda dell’Intelligenza Artificiale e dalla necessità di competenze trasversali.

La vera sfida non è solo “trovare un lavoro”, ma “diventare profili attrattivi”.

Per capire come la formazione gratuita possa fare la differenza, abbiamo incontrato Marco Occhialini, Responsabile della Formazione presso AKT Ente di Formazione accreditato presso la Regione Lazio (Direttiva n.968/2007).

D: Marco, partiamo dall’attualità. Uno dei vostri corsi di punta si chiama “Lavorare con l’AI”. È un tema che spaventa o affascina?

Marco Occhialini: «Direi entrambe le cose. L’intelligenza artificiale incuriosisce molto, perché tutti ne sentono parlare e molti hanno già provato qualche strumento nella vita quotidiana. Allo stesso tempo, però, genera timore: c’è chi pensa che sia qualcosa di troppo tecnico, chi teme di non avere le basi per comprenderla, chi la associa automaticamente alla sostituzione del lavoro umano. Il nostro obiettivo è proprio superare questa distanza. Nel corso non trattiamo l’AI come una moda o come un argomento astratto, ma come una competenza di base sempre più necessaria nel mondo del lavoro. Partiamo dai principi fondamentali, dal funzionamento degli algoritmi, dal ruolo dei dati, per poi arrivare agli impatti concreti nei diversi settori professionali. L’idea è aiutare le persone a capire che l’AI non va subìta: va compresa, usata con consapevolezza e governata. Un aspetto a cui teniamo molto è anche quello etico e normativo: parlare di intelligenza artificiale significa parlare di privacy, trasparenza, bias, responsabilità e uso corretto degli strumenti. Per questo il percorso include anche riferimenti a GDPR, AI Act e regolamentazione europea. In questo modo il partecipante non impara solo “a usare un tool”, ma sviluppa una visione più solida e spendibile professionalmente.»

D: Passiamo alle lingue. Proponete sia l’Inglese base (A1) che l’Inglese intermedio (B1). Perché questa doppia scelta?

M.O.: «Perché le persone non partono tutte dallo stesso punto. Un percorso di formazione efficace deve tenere conto del livello iniziale, degli obiettivi professionali e anche delle eventuali insicurezze del partecipante.
Il corso di Inglese base A1 è pensato per chi ha bisogno di costruire le fondamenta. Parliamo di competenze essenziali: comprendere espressioni di uso quotidiano, presentarsi, interagire in modo semplice, leggere documentazione di base e acquisire un primo lessico utile anche in contesti lavorativi. Per molte persone questo è un passaggio decisivo, perché permette di superare il blocco iniziale verso la lingua.
Il corso di Inglese intermedio B1, invece, si rivolge a chi ha già una base e vuole rafforzare la propria autonomia comunicativa. A livello B1 l’obiettivo è comprendere messaggi chiari su argomenti familiari, gestire situazioni ricorrenti, produrre testi semplici e coerenti e muoversi con maggiore sicurezza anche in contesti professionali. È un livello molto utile per migliorare il CV, affrontare colloqui, lavorare in team più internazionali o gestire comunicazioni aziendali di base.
La doppia proposta serve quindi a non lasciare fuori nessuno: chi deve iniziare trova un percorso accessibile, chi vuole consolidare trova un percorso più sfidante.»

D: Qual è il “segreto” del metodo formativo AKT che applicate a questi 3 corsi così diversi?

M.O.: «Più che di segreto parlerei di metodo: concretezza, accompagnamento e partecipazione attiva. Nei percorsi GOL non basta trasmettere contenuti; bisogna aiutare le persone a trasformare quei contenuti in competenze utilizzabili.
Il punto centrale è questo: una persona che esce da un corso deve sentirsi più preparata, ma anche più sicura. Deve poter dire: “Questa cosa l’ho capita, l’ho provata e posso iniziare ad applicarla”. È qui che la formazione diventa realmente utile per il lavoro.
»

D: Il Programma GOL viene spesso percepito come un’opportunità “gratuita”, ma a volte anche come qualcosa di burocratico. Come lo racconterebbe a chi non lo conosce?

M.O.: «Io lo racconterei come un’occasione concreta di ripartenza. Il Programma GOL non dovrebbe essere visto come un semplice adempimento o come un parcheggio temporaneo, ma come uno strumento per rafforzare il proprio profilo professionale.
La gratuità è certamente un elemento importante, perché abbatte una barriera di accesso. Ma il vero valore è un altro: poter investire tempo su competenze richieste dal mercato, come l’inglese e la comprensione dell’intelligenza artificiale, senza sostenere un costo diretto.
I percorsi AKT sono di 40 ore, in modalità FAD con docenti in diretta, quindi pensati per essere accessibili, ma anche strutturati.
Naturalmente serve partecipazione attiva. Un corso gratuito non significa un corso “leggero”: significa un’opportunità finanziata che va presa sul serio. Chi la affronta con impegno può uscirne con strumenti realmente spendibili.
»

D: A chi consiglierebbe questi corsi?

M.O.: «Li consiglierei a persone che vogliono rimettersi in gioco, aggiornare il proprio profilo o colmare un gap di competenze.
Il corso sull’intelligenza artificiale (Lavorare con l’AI: guida pratica all’intelligenza artificiale per il lavoro) è indicato per chi vuole capire come stanno cambiando i processi di lavoro, quali opportunità e rischi porta l’AI e come usare questi strumenti in modo consapevole. Non è pensato solo per profili tecnici: oggi la cultura digitale serve in molti ruoli, anche amministrativi, commerciali, formativi, organizzativi.
I corsi di inglese (Corso Inglese livello base A1 e Corso Inglese livello intermedio B1), invece, rispondono a un’esigenza trasversale. L’A1 è adatto a chi parte dalle basi e vuole acquisire maggiore familiarità con la lingua. Il B1 è più adatto a chi vuole rafforzare la propria autonomia nella comunicazione, nella lettura di testi e nella produzione di messaggi semplici ma corretti.
In generale, li consiglierei a chi non vuole restare fermo. Il mercato del lavoro cambia rapidamente, ma spesso bastano percorsi mirati per aumentare la propria occupabilità.
»

D: Un’ultima domanda: cosa direbbe a chi è ancora indeciso se iscriversi a un corso GOL?

M.O.: «Direi di non aspettare il momento perfetto, perché spesso il momento perfetto non arriva. La formazione serve proprio a costruire nuove possibilità quando si sente il bisogno di cambiare, aggiornarsi o ripartire.
Il Programma GOL offre la possibilità di frequentare percorsi gratuiti, online, con docenti in diretta e con un’impostazione orientata alle competenze. Per chi è disoccupato o in una fase di transizione professionale può essere un’occasione concreta per rimettere in ordine il proprio profilo, acquisire maggiore sicurezza e presentarsi meglio al mercato del lavoro.
Il mio invito è semplice: scegliere il corso non solo in base al titolo, ma in base al proprio obiettivo. Se sento che l’AI è un tema che mi manca, parto da lì. Se l’inglese è il mio punto debole, scelgo il livello più adatto. L’importante è fare un passo. La formazione non risolve tutto da sola, ma può essere l’acceleratore giusto per ripartire con più consapevolezza.

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Potenzia il tuo profilo professionale con competenze pratiche immediatamente spendibili e accelera il tuo ingresso nel mondo del lavoro grazie al finanziamento regionale.

  1. Lavorare con l’AI: guida pratica all’intelligenza artificiale per il lavoro
  2. Inglese base: livello A1
  3. Inglese intermedio: livello B1

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CHIAMA ORA
  • Costi

    A partire dal 18 febbraio 2026, il finanziamento regionale per l’offerta formativa pubblica destinata alle PMI con dipendenti in apprendistato è stato sospeso per esaurimento delle risorse, come previsto dalla Determinazione n. G02054.
    L’Avviso pubblico G09768/2024 risulta pertanto chiuso e, al momento, i corsi obbligatori per i nuovi apprendisti sono a carico dell’azienda.

  • Un lavoratore fino ai 30 anni, può essere assunto con contratto di Apprendistato?

    Sì.

  • Gli Apprendisti sono obbligati a seguire il corso?

    Sì, tutti coloro assunti con contratto di Apprendistato professionalizzante o di mestiere dal 25/04/2012, debbono obbligatoriamente seguire il corso

  • Quanto durano i percorsi formativi?

    Ciascun percorso formativo ha una durata di 40 ore.

  • Quante ore di assenza si possono fare?

    E’ possibile assentarsi fino a 8 ore; per un numero di ore di assenza superiore, l’apprendista dovrà nuovamente seguire l’intero corso.

  • Modalità di erogazione della formazione

    Venuto meno il finanziamento regionale, la formazione può essere erogata anche interamente in modalità FAD sincrona.
    La scelta della modalità è quindi rimessa alla discrezionalità dell’ente erogatore e dell’azienda cliente.

  • L'attestato rilasciato è valido?

    L’attestato verrà firmato e rilasciato dalla Regione Lazio.

  • Quanti corsi deve seguire l'Apprendista?

    • 3 corsi per un totale di 120 ore per apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di I grado o privi di titolo di studio; • 2 corsi per un totale di 80 ore per apprendisti in possesso di qualifica o diploma professionale o diploma di scuola secondaria superiore di II grado; • 1 corsi per un totale di 40 ore per apprendisti in possesso di laurea o di altro titolo di livello terziario.

  • I corsisti avranno un'assistenza tecnica durante la videoconferenza?

    Certamente, verranno seguiti passo dopo passo anche per eventuali problematiche tecniche.

  • I docenti sono esperti in materia?

    Sì, sono docenti laureati e quotidianamente impegnati in attività relative alla salute e sicurezza del lavoro.

  • Riferimento normativo

    La normativa vigente sull’apprendistato è D.Lgs. 81/2015 – Capo V.

  • Sono previste sanzioni per il Datore di Lavoro, in caso di mancata formazione?

    In caso di inadempimento nell’erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione. Qualora a seguito di attività di vigilanza sul contratto di apprendistato in corso di esecuzione emerga un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotterà un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere. Per ogni violazione delle disposizioni contrattuali collettive il datore di lavoro potrà essere punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria varia da 300 a 1500 euro.

  • Piano Formativo Individuale (PFI)

    Attualmente il Piano Formativo Individuale deve essere già contenuto nel contratto di apprendistato, in forma sintetica, come stabilito dall’art. 42, comma 1, del D.Lgs. 81/2015.
    Nella Regione Lazio, la formazione di base e trasversale:
    • è obbligatoria
    • è organizzata per annualità
    • deve essere completata entro la rispettiva annualità contrattuale (prima, seconda o terza)

Finalità L’apprendistato professionalizzante è finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali.

Destinatari Possono essere assunti con tale tipologia di apprendistato, in tutti i settori di attività, pubblici o privati, i giovani che hanno compiuto i 18 anni di età e fino al compimento dei 29 anni (e 364 giorni). Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo n. 226/2005, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

Durata La durata minima del contratto di apprendistato professionalizzante non può essere inferiore a sei mesi (fatta salva la disciplina di contratti per attività stagionali) e non può superare i tre anni. Per i profili del settore artigianato individuati dalla contrattazione collettiva la durata del contratto non può superare i cinque anni.

Formazione La formazione è definita nel Piano Formativo Individuale (PFI) che forma parte integrante e sostanziale del contratto di apprendistato.

La formazione prevista per questo tipo di apprendistato è di tipo professionalizzante (competenze tecnico-professionali e specialistiche), svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro. Tale formazione viene integrata dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’impresa, finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversale, erogata dalla regione e finanziata nei limiti delle risorse disponibili.

L’offerta formativa pubblica, della durata di 120 ore nell’arco del triennio, si articola in moduli di quaranta ore per ciascun anno di durata del contratto.

La durata e i contenuti dell’offerta formativa pubblica sono determinati sulla base del titolo di studio posseduto dall’apprendista al momento dell’assunzione:

  • 120 ore per apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di I grado o privi di titolo di studio;
  • 80 ore per apprendisti in possesso di qualifica o diploma professionale o diploma di scuola secondaria superiore di II grado;
  • 40 ore per apprendisti in possesso di laurea o di altro titolo di livello terziario.

I contenuti dell’offerta formativa pubblica sono definiti dal Catalogo dell’offerta formativa pubblica che comprende le seguenti aree di competenze:

  • adozione di comportamenti sicuri sul luogo di lavoro
  • organizzazione e qualità aziendale
  • relazione e comunicazione nell’ambito lavorativo
  • diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa, legislazione del lavoro, contrattazione collettiva
  • competenze digitali
  • competenze linguistiche
  • competenze sociali e civiche