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Se hai mai usato un’intelligenza artificiale per fare una ricerca, scrivere un testo o analizzare dei dati, ti sarà sicuramente capitato di imbatterti in….. un’ allucinazione.

Quando sentiamo questa parola applicata a un software, tendiamo a immaginare scenari fantascientifici o improvvisi “impazzimenti” del codice. La realtà è molto più pragmatica, ma non per questo meno insidiosa per chi usa questi strumenti nel proprio lavoro.

Quando parliamo di “allucinazioni” nell’intelligenza artificiale, ci riferiamo semplicemente a risposte che sembrano formalmente impeccabili, ben scritte e convincenti… ma che nei fatti sono sbagliate, inventate o non verificate.

Come si manifesta un’allucinazione?

Un’allucinazione è difficile da scovare a colpo d’occhio: l’errore è spesso confezionato all’interno di una sintassi impeccabile.

Nella pratica quotidiana, questo limite si manifesta in modi molto precisi. Può succedere, per esempio, quando l’AI:

  1. Inventa dati da zero: genera statistiche, percentuali, nomi di battesimo o date storiche mai esistite per supportare una tesi.
  2. Cita fonti inesistenti: se chiedi una bibliografia, l’AI potrebbe inventare titoli di libri o articoli accademici fondendo insieme autori reali e riviste plausibili.
  3. Fornisce spiegazioni logiche ma errate: risolve un problema o spiega un concetto in modo apparentemente rigoroso, ma partendo da premesse totalmente false.
  4. Confonde contesti simili: sovrappone informazioni relative a due eventi, prodotti o normative differenti solo perché condividono parole chiave simili.
  5. Riempie i vuoti di conoscenza: quando il modello non ha abbastanza contesto o i dati di addestramento sono carenti, preferisce “indovinare” e completare il testo piuttosto che ammettere di non sapere.

Perchè l’AI allucina?

Se i dati con cui è stata addestrata contengono bias, se il prompt è ambiguo, o se le viene chiesto di esprimersi su un argomento di nicchia senza fornirle documenti di supporto, il sistema calcolerà la risposta che suona meglio, non quella necessariamente vera.

Per lavorare in sicurezza e azzerare i rischi, la formula corretta da applicare unisce tecnologia e metodo:

AI + Fonti Affidabili (RAG) + Prompt Chiari + Revisione Umana

  1. Fonti affidabili (Architetture RAG): se vuoi che l’AI parli della tua azienda o di un argomento tecnico, non lasciare che attinga liberamente a internet. Devi guidarla solo con i tuoi documenti, i tuoi ERP o database certificati.
  2. Prompt chiari: più il contesto è delimitato, minore è il rischio di errore. Istruisci l’AI dicendole esplicitamente: “Se non trovi l’informazione nei documenti allegati, rispondi che non lo sai”.
  3. Il fattore umano: la revisione umana resta l’ultimo e insostituibile baluardo di qualità. Un occhio esperto è in grado di validare l’output dell’AI prima che questo diventi pubblico o operativo.

Considera l’AI come un consulente geniale ma un po’ “presuntuoso”: delega pure i compiti più complessi, ma tieni sempre gli occhi aperti. Validare i dati e verificare le fonti resta il compito insostituibile che spetta a noi.

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CHIAMA ORA
  • Costi

    A partire dal 18 febbraio 2026, il finanziamento regionale per l’offerta formativa pubblica destinata alle PMI con dipendenti in apprendistato è stato sospeso per esaurimento delle risorse, come previsto dalla Determinazione n. G02054.
    L’Avviso pubblico G09768/2024 risulta pertanto chiuso e, al momento, i corsi obbligatori per i nuovi apprendisti sono a carico dell’azienda.

  • Un lavoratore fino ai 30 anni, può essere assunto con contratto di Apprendistato?

    Sì.

  • Gli Apprendisti sono obbligati a seguire il corso?

    Sì, tutti coloro assunti con contratto di Apprendistato professionalizzante o di mestiere dal 25/04/2012, debbono obbligatoriamente seguire il corso

  • Quanto durano i percorsi formativi?

    Ciascun percorso formativo ha una durata di 40 ore.

  • Quante ore di assenza si possono fare?

    E’ possibile assentarsi fino a 8 ore; per un numero di ore di assenza superiore, l’apprendista dovrà nuovamente seguire l’intero corso.

  • Modalità di erogazione della formazione

    Venuto meno il finanziamento regionale, la formazione può essere erogata anche interamente in modalità FAD sincrona.
    La scelta della modalità è quindi rimessa alla discrezionalità dell’ente erogatore e dell’azienda cliente.

  • L'attestato rilasciato è valido?

    L’attestato verrà firmato e rilasciato dalla Regione Lazio.

  • Quanti corsi deve seguire l'Apprendista?

    • 3 corsi per un totale di 120 ore per apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di I grado o privi di titolo di studio; • 2 corsi per un totale di 80 ore per apprendisti in possesso di qualifica o diploma professionale o diploma di scuola secondaria superiore di II grado; • 1 corsi per un totale di 40 ore per apprendisti in possesso di laurea o di altro titolo di livello terziario.

  • I corsisti avranno un'assistenza tecnica durante la videoconferenza?

    Certamente, verranno seguiti passo dopo passo anche per eventuali problematiche tecniche.

  • I docenti sono esperti in materia?

    Sì, sono docenti laureati e quotidianamente impegnati in attività relative alla salute e sicurezza del lavoro.

  • Riferimento normativo

    La normativa vigente sull’apprendistato è D.Lgs. 81/2015 – Capo V.

  • Sono previste sanzioni per il Datore di Lavoro, in caso di mancata formazione?

    In caso di inadempimento nell’erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione. Qualora a seguito di attività di vigilanza sul contratto di apprendistato in corso di esecuzione emerga un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotterà un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere. Per ogni violazione delle disposizioni contrattuali collettive il datore di lavoro potrà essere punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria varia da 300 a 1500 euro.

  • Piano Formativo Individuale (PFI)

    Attualmente il Piano Formativo Individuale deve essere già contenuto nel contratto di apprendistato, in forma sintetica, come stabilito dall’art. 42, comma 1, del D.Lgs. 81/2015.
    Nella Regione Lazio, la formazione di base e trasversale:
    • è obbligatoria
    • è organizzata per annualità
    • deve essere completata entro la rispettiva annualità contrattuale (prima, seconda o terza)

Finalità L’apprendistato professionalizzante è finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali.

Destinatari Possono essere assunti con tale tipologia di apprendistato, in tutti i settori di attività, pubblici o privati, i giovani che hanno compiuto i 18 anni di età e fino al compimento dei 29 anni (e 364 giorni). Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo n. 226/2005, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

Durata La durata minima del contratto di apprendistato professionalizzante non può essere inferiore a sei mesi (fatta salva la disciplina di contratti per attività stagionali) e non può superare i tre anni. Per i profili del settore artigianato individuati dalla contrattazione collettiva la durata del contratto non può superare i cinque anni.

Formazione La formazione è definita nel Piano Formativo Individuale (PFI) che forma parte integrante e sostanziale del contratto di apprendistato.

La formazione prevista per questo tipo di apprendistato è di tipo professionalizzante (competenze tecnico-professionali e specialistiche), svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro. Tale formazione viene integrata dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’impresa, finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversale, erogata dalla regione e finanziata nei limiti delle risorse disponibili.

L’offerta formativa pubblica, della durata di 120 ore nell’arco del triennio, si articola in moduli di quaranta ore per ciascun anno di durata del contratto.

La durata e i contenuti dell’offerta formativa pubblica sono determinati sulla base del titolo di studio posseduto dall’apprendista al momento dell’assunzione:

  • 120 ore per apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di I grado o privi di titolo di studio;
  • 80 ore per apprendisti in possesso di qualifica o diploma professionale o diploma di scuola secondaria superiore di II grado;
  • 40 ore per apprendisti in possesso di laurea o di altro titolo di livello terziario.

I contenuti dell’offerta formativa pubblica sono definiti dal Catalogo dell’offerta formativa pubblica che comprende le seguenti aree di competenze:

  • adozione di comportamenti sicuri sul luogo di lavoro
  • organizzazione e qualità aziendale
  • relazione e comunicazione nell’ambito lavorativo
  • diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa, legislazione del lavoro, contrattazione collettiva
  • competenze digitali
  • competenze linguistiche
  • competenze sociali e civiche